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giovedì 7 febbraio 2013

Su il sipario



Chi ha detto che con la nascita di un bambino la vita sociale di una giovane coppia viene annientata?
Vi posso garantire che non è sempre così. Tant'è che venerdì scorso siamo andati a teatro e abbiamo portato con noi anche la piccola ;) 
In molti potrebbero sgranare gli occhi....impossibile? No, non è vero!

Lo spettacolo è cominciato alle 21.00 ed é durato circa un'ora e mezza. La piccola ha dormito tutto il tempo. Si è svegliata solo quando l'attore, che recitava il monologo, alzava la voce :)

La cosa divertente é che quando siamo arrivati a teatro con il passeggino e la piccola che dormiva dentro, una delle maschere ha esclamato: "ah, avete portato il bambino a teatro!" (il tutto condito da una faccia sbalordita) "ma i bimbi piangono! E se poi si sveglia?"

Io: "beh,  signora, vorrà dire che se piange andremo via!!!!!??" (strega!) 


Ad ogni modo la serata é andata benissimo e la piccola ha assistito alla sua prima teatrale! Sono molto orgogliosa di aver fatto questo tentativo. É un modo per dire a tante giovani coppie come la mia di non mollare e di continuare a fare, per quanto possibile, la vita pre-neonato. Certo, forse non potremo piú andare a ballare in discoteca, o fare vacanze avventurose e spericolate ....ma che importa, quando ogni giorno, hai la fortuna di scoprire e far scoprire cose nuove?



Le avventure con la piccola Azzurra non sono ancora finite...anzi, sono appena cominciate ;)



Stay tuned!!!!



P.S. Per la cronaca, il teatro era il Rossetti di Vasto e lo spettacolo era un monologo tratto dal libro di Pietro Grasso: "Per non morire di mafia". 

lunedì 10 dicembre 2012

"La città l'è 'na brutta bestia!" (cit.)



Oggi ho deciso di intraprendere l'impresa: prendere per la prima volta i mezzi pubblici con Azzurra.
La scusa era che dovevo andare da  "IO BIMBO"  sulla Tuscolana a comprare il latte in polvere (è il posto più economico in cui comprarlo), Marco è fuori città, così invece di chiamare il taxi ho deciso di prendere la metro. 

Uscita di casa con il passeggino, primo imprevisto: comicia a piovere (mhmhmhmmh). Va bè, la fermata della metro è vicino casa, quindi non mi spazientisco e mi dirigo verso l'ingresso.

Arrivo davanti alla scalinata che porta alla stazione della metro e...ops! Non c'è l'ascensore. Beh, anche qui non mi spazientisco. Aspetto e chiedo al primo baldo giovine di darmi una mano a portar giù dalle scale il passeggino. Fin qui tutto ok. Il problema è che ho dovuto ripetere questa tiritera per ben quattro volte tra andata e ritorno, dato che in nessuna stazione c'era l'ascensore. Grazie mille ATAC!! 
Per fortuna ho incontrato persone gentili che mi hanno aiutata a salire e scendere dalle scale con il passeggino. 

Il fatto è che quando prendi i mezzi pubblici da sola, non ti fai troppi problemi, se non quello di uscire di casa ad un orario decente per evitare di arrivare con un ritardo spaventoso, dato il cronico ritardo che contraddistingue i mezzi pubblici romani. Ora, invece, che devi preoccuparti di portare con te un neonato con un passeggino, devi considerare tanti altri aspetti ed organizzarti di conseguenza.

Questa mia piccola difficoltà di girare in città con il passeggino, mi fa pensare a tutti i disabili che ogni giorno incontrano ostacoli incredibili nello spostarsi da un punto ad un altro della città a causa delle barriere architettoniche (come si suol dire) ma soprattutto a causa di automobilisti scorretti che parcheggiano male e all'amministrazione comunale che fa poco, o nulla, per facilitare loro la vita.

Se il livello di sviluppo di una civiltà si vede dalle regole che riesce a darsi, secondo me si vede anche dal sistema dei trasporti pubblici che è in grado di darsi e Roma, nella mia classifica personale, non è messa proprio bene!